Con la nostra curiosità storica, ci siamo spesso fermati davanti agli splendidi quadri dei diplomandi nautici esposti un tempo nelle vetrine dei negozi di Camogli. Attorno ai ritratti degli allievi di Coperta e di Macchina, come una cornice autorevole, comparivano i volti dei docenti delle quinte classi. Tra quei professori che hanno condiviso con gli allievi cinque anni di scuola e di vita, il Preside era la figura che più di ogni altra segnava il ritmo dell’anno scolastico. Alcuni di loro si sono dissolti in fretta nella memoria. Altri, invece, vi hanno trovato posto stabile. E in una memoria che è ormai più storica che personale, emerge con forza la figura di un dirigente scolastico dei primi del Novecento: l’ingegner Eugenio Goeta.
L’idea iniziale di questo scritto era semplice: raccontare i docenti del passato del nostro Istituto, metterli in relazione con gli allievi di allora. Ma, mano a mano che la ricerca avanzava, il profilo di Goeta ha preso il sopravvento, quasi imponendosi come chiave di lettura di un’epoca.
L’Ing. Goeta insieme con i Capitani di Camogli durante una riunione nel 1910 at Teatro Sociale (Arch. Capitani Camogli)
Nato nel 1853 in Sardegna, nel Regno omonimo, si laurea poi in Ingegneria Navale alla Regia Accademia di Genova e si stabilisce infine a Camogli con la famiglia. Inizia come docente al Convitto Nautico di don Bartolomeo Oneto, per passare successivamente all’Istituto Nautico. Qui, secondo le testimonianze, manterrà la presidenza per circa quarant’anni, tanto da integrarsi profondamente nella comunità camogliese e da parlare un ottimo dialetto locale.
Nel 1886, il suo ingresso a scuola coincide inoltre con un momento decisivo per la professione marittima:l’ingresso delle sezioni di Macchina. E Goeta, professore di Macchine a Vapore e Meccanica, insegnerà a padri e figli, attraversando generazioni di allievi destinati a diventare Capitani e Direttori di Macchina.
Osservando il suo ritratto, si ha l’impressione netta di trovarsi davanti non soltanto a un preside, ma alla personificazione stessa del Nautico di quegli anni. In lui convivono perfettamente le due nature che, dal 1886, definiscono il Nautico: quella del Capitano e quella dell’Ingegnere (tratta da opuscolo “Il Nautico, 1875-1975”).
Durante la Prima Guerra Mondiale, molti dei giovani che avevano frequentato le sue lezioni non fecero ritorno. Erano Ufficiali di Coperta e di Macchina che il mare, in tempo di guerra, si portò via. Nel 1917, sul finire del conflitto, Goeta lascia la direzione dell’Istituto. È difficile non pensare che quella stagione di perdite abbia inciso profondamente anche sulla sua partenza.
Il Monumento ai Caduti di Camogli, circa 1925 (Archivio Ferrari)
Terminata la guerra, lo ritroviamo nel Comitato Pro Monumento ai Caduti di Camogli, quello che porterà al monumento di Monumento ai Caduti di Piazza Matteotti, davanti al quale – nel 1923 – furono onorati i reduci camogliesi di quel tragico conflitto. È un segno che dice molto: il preside che aveva formato quei giovani continua a sentirsi legato a loro anche dopo la scuola, anche dopo la vita.
Passata defintivamente l’oscurità della Grande Guerra, Goeta prosegue la sua presenza nella vita cittadina, ormai in quiescenza. Muore nel 1934 ed è sepolto nel civico cimitero di Camogli.=
Bruno Malatesta
(Notizie tratte da:
– “La Città dei Mille Bianchi Velieri, Camogli” di G.B. Ferrari;- – “Notiziario di N.S. del Boschetto 7/8/9-1970”.
Immagini tratte da:
– Opuscolo “Il Nautico 1875-1975”;
– Archivio Ferrari).
































